Trovare un medico di base in Italia sta diventando sempre più difficile. Manca personale in quasi ogni regione, e il sistema arranca dietro ai pensionamenti. Un report recente stima in oltre 5.700 i medici di medicina generale mancanti al 1° gennaio 2025, con la previsione di quasi 8.200 pensionamenti entro il 2028. Ma cosa c’è dietro questa crisi, e soprattutto: cambierà qualcosa nel 2026?

Medici di base mancanti: oltre 5.700 ·
Pensionamenti previsti entro il 2028: 8.180 ·
Calo di medici tra 2019 e 2024: 5.197 unità

Panoramica rapida

1Fatti confermati
  • 5.716 medici di famiglia mancanti al 1° gennaio 2025 (In Salute News)
  • Calo di 5.197 unità tra il 2019 e il 2024 (Sky TG24)
  • Proroga lavoro fino a 72 anni confermata fino al 31 dicembre 2026 (Quotidiano Sanità)
2Cosa resta incerto
  • Gli stipendi esatti con la retribuzione mista prevista dalla riforma 2026
  • L’impatto preciso del numero di pazienti sul guadagno netto
  • Lo stato effettivo dell’esame della proposta di legge al momento della pubblicazione
3Segnale temporale
  • 1° gennaio 2026: nuovi accordi regionali previsti
  • 31 dicembre 2026: scadenza proroga età servizio
  • Entro il 2028: 8.180 pensionamenti stimati
4Cosa viene dopo
  • La Commissione Affari sociali della Camera ha avviato l’esame della riforma il 24 febbraio 2026
  • Possibile pensionamento anticipato volontario per favorire il ricambio generazionale
  • Formazione dei medici in formazione nelle Case della Comunità

La tabella seguente raccoglie i dati ufficiali più recenti sul sistema di guardia medica in Italia, aggiornati al 2022.

Dati ufficiali del sistema di guardia medica in Italia
Indicatore Valore Fonte
Numero medici di guardia titolari (2022) 10.671 In Salute News
Medici ogni 100.000 abitanti 18 In Salute News
Punti di guardia medica 2.831 In Salute News
Carenza totale di medici di base 5.716+ Sky TG24

Quanti sono i medici di base in Italia?

La fotografia più recente della medicina generale italiana è impietosa. Secondo il report GIMBE pubblicato il 17 marzo 2026, al 1° gennaio 2025 mancano 5.716 medici di medicina generale, distribuiti in 18 Regioni e Province autonome. Il calo è stato drammatico: tra il 2019 e il 2024, il numero di medici di famiglia è sceso da 42.009 a 36.812, con una perdita di 5.197 unità.

Distribuzione per regione

Le carenze regionali raccontano una storia di forti squilibri territoriali. La Lombardia registra la situazione più critica con un deficit di 1.540 medici, seguita dal Veneto (-747), dalla Campania (-643), dall’Emilia-Romagna (-502), dal Piemonte (-463), dalla Toscana (-394) e dal Lazio (-358). Al contrario, Basilicata, Molise e Sicilia non mostrano carenze al 1° gennaio 2025. Questa disparità ha conseguenze concrete: in media ogni medico di base ha 1.383 assistiti, ma in Lombardia il valore sale a 1.533 contro i 1.153 del Molise.

Confronto con il fabbisogno

L’ACN 2022-2024 fissa il massimale a 1.500 assistiti per medico di medicina generale, derogabile fino a 1.800 o oltre (fino a 2.000 in provincia di Bolzano). Il rapporto considerato ottimale dal nuovo accordo è di 1 medico ogni 1.200 assistiti: numeri che mostrano quanto la media attuale superi già la soglia consigliata, con ambulatori saturi in molte aree.

In sintesi: Il sistema di medicina generale italiano ha perso oltre 5.000 medici in cinque anni e continua a perdere terreno rispetto al fabbisogno reale.

Perché non ci sono più medici di base?

La carenza dei medici di medicina generale è un problema diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata per il ricambio generazionale. La professione sta perdendo attrattività per stipendi e condizioni di lavoro, con un dibattito aperto su un eventuale passaggio da convenzione a dipendenza.

Bandi deserti

Nel 2025 le borse di studio per la formazione in medicina generale sono scese a 2.228, con un calo del 15% rispetto al picco del 2021. A questo si aggiunge che almeno il 20% degli iscritti al corso formativo abbandona prima del completamento. Anche quando i bandi vengono pubblicati, non trovano candidati sufficienti: le Assizioni territoriali si trovano costrette a ricorrere a soluzioni tampone ripetute.

Pensionamenti in vista

Entro il 2028, la FIMMG stima 8.180 pensionamenti di medici di medicina generale. Anche nell’ipotesi più ottimistica — con pensionamenti a 70 anni e tutte le borse assegnate e completate — il gap stimato supera le 2.700 unità. Per arginare l’emergenza, il decreto Milleproroghe ha prorogato il trattenimento in servizio dei medici fino a 72 anni, con riammissioni dei pensionati dal 1° settembre 2023 fino al 31 dicembre 2026.

Perché è importante

L’innalzamento dell’età pensionabile a 72 anni e le deroghe sui massimali sono state misure di pura emergenza: non risolvono il problema strutturale, ma lo posticipano di qualche anno.

Cosa sapere

Le soluzioni tampone adottate — innalzamento età pensionabile, deroghe massimali, assistiti per studenti in formazione fino a 1.000 — non affrontano la causa principale della crisi: la mancanza di ricambio generazionale.

Qual è lo stipendio di un medico di base in Italia?

La remunerazione del medico di medicina generale segue uno schema complesso che combina quota capitaria, compensi per attività specifiche e agevolazioni legate alla territorio. Ottenere un dato unico e definitivo è difficile, ma alcune cifre circolano con maggiore frequenza nella letteratura del settore.

Guadagno base

La quota capitaria rappresenta il compenso principale: una somma fissa per ogni assistito iscritto, rivalutata annualmente. A questa si aggiungono indennità per attività aggiuntive, gettoni per servizi di continuità assistenziale e contributi per zone disagiate o montane. La retribuzione lorda annua di un medico di medicina generale con uno studio attivo si colloca indicativamente tra 60.000 e 100.000 euro, con significative variazioni regionali.

Impatto del numero di pazienti

Un medico con 1.000 assistiti percepisce circa 38.000 euro lordi annui dalla sola quota capitaria (al lordo di IRAP e contributi). Salendo a 1.500 pazienti, il compenso capitario lordo cresce a circa 57.000 euro annui. A questi valori vanno aggiunti i compensi per attività aggiuntive e le indennità territoriali, che possono incrementare il reddito complessivo del 30-40%. Con la riforma in esame, è prevista una retribuzione mista con quota capitaria, parte oraria per attività programmate e una componente premiale che dovrebbe rappresentare almeno il 30% della remunerazione totale.

Cosa sapere

Gli importi indicati sono lordi e variano in base a regione, anzianità, zona geografica e attività effettivamente svolte. I dati precisi per il 2026 non sono ancora disponibili.

Come si chiamano oggi i medici di base?

La terminologia è cambiata nel tempo. Il termine storico “medico di famiglia” è stato progressivamente affiancato, e in molti contesti sostituito, dalla definizione più istituzionale di “medico di medicina generale”. Questo cambiamento non è solo lessicale: riflette un’evoluzione nel ruolo professionale.

Differenza con medico curante

In termini pratici, medico di base e medico curante indicano la stessa figura: il professionista scelto dal paziente come primo punto di contatto con il sistema sanitario. Non esiste una differenza giuridica formale tra i due termini, che vengono usati come sinonimi nel linguaggio comune.

Ruolo e responsabilità

Il medico di medicina generale è un libero professionista convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale. Non è un dipendente pubblico, ma opera in regime di convenzione, con obblighi definiti dall’ACN vigente. È il primo riferimento per la assistenza sanitaria di base, responsabile del percorso diagnostico e terapeutico per la popolazione adulta assistita.

In sintesi: Il medico di medicina generale opera come libero professionista convenzionato, con responsabilità diagnostiche e terapeutiche per la popolazione adulta iscritta.

Quali sono le nuove regole per i medici di base nel 2026?

Il 24 febbraio 2026 la Commissione Affari sociali della Camera ha avviato l’esame della proposta di legge sulla riforma della medicina generale. Il provvedimento tocca tre aree principali: orario, ruolo e compensi.

Accordi regionali

Dal 1° gennaio 2026 sono previsti nuovi accordi regionali cheRidefiniranno le modalità di integrazione del medico di medicina generale nelle Case della Comunità e nelle strutture del PNRR. La riforma mira a una maggiore integrazione multiprofessionale e a una governance territoriale più efficace.

Proroghe e cambiamenti

Il decreto Milleproroghe ha prorogato il trattenimento in servizio dei medici fino a 72 anni, con riammissioni per i pensionati fino al 31 dicembre 2026. La deroga per incarichi semestrali a pensionati è stata estesa anche a chi non è più iscritto agli albi. Sono previsti inoltre pensionamenti anticipati volontari per favorire il turnover e nuove regole per la formazione dei medici in formazione nelle Case della Comunità.

Il paradosso

Il sistema sta trattenendo medici in servizio a 72 anni per coprire una carenza creata da pensionamenti, ma non sta creando le condizioni perché i giovani medici scelgano davvero la medicina generale.

Cosa sappiamo con certezza e cosa resta incerto

Fatti confermati

  • La carenza di 5.716 medici di medicina generale è documentata dal report GIMBE del marzo 2026, con dati SISAC al 1° gennaio 2025.
  • Le statistiche ufficiali del Ministero della Salute (2022) indicano 2.831 punti di guardia medica e 18 medici ogni 100.000 abitanti.
  • La proroga del trattenimento in servizio fino a 72 anni e le riammissioni dei pensionati fino al 31 dicembre 2026 sono state approvate in commissione Bilancio.

Cosa resta incerto

  • Gli stipendi esatti che risulteranno dall’introduzione della retribuzione mista non sono ancora definiti con precisione.
  • L’impatto del numero di pazienti sul guadagno netto dipende da variabili individuali e regionali difficili da quantificare in modo univoco.

Cos’altro dicono gli esperti

“La carenza dei medici di medicina generale è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata.”

Nino Cartabellotta, Presidente Fondazione GIMBE (Sky TG24)

“Peraltro, trattandosi dell’ipotesi più ottimistica, è evidente che nel 2028 il divario tra pensionamenti e ingresso delle nuove leve sarà ancora più ampio.”

Nino Cartabellotta, Presidente Fondazione GIMBE (In Salute News)

“Alla crisi della medicina generale bisognerebbe rispondere con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva.”

Nino Cartabellotta, Presidente Fondazione GIMBE (Sky TG24)

L’analisi di Cartabellotta restituisce il quadro di una crisi strutturale: non si tratta di un momento difficile passeggero, ma di un vuoto di programmazione che si accumula da anni. La fotografia del 2025 — con 5.716 medici mancanti e 8.180 pensionamenti in arrivo — è il risultato di decisioni mancate nel tempo.

Prospettive e timeline

La cronologia degli eventi recenti mostra un’accelerazione normativa. Il passaggio da 42.009 a 36.812 medici tra il 2019 e il 2024 è stato il frutto di un’erosione silenziosa, mentre le iniziative politiche si sono concentrate sugli interventi tampone. L’avvio dell’esame della riforma in Commissione Camera il 24 febbraio 2026 rappresenta un cambio di passo, ma il percorso è ancora lungo.

La tabella seguente riepiloga gli eventi chiave della crisi dei medici di base in Italia.

Cronologia della crisi dei medici di base in Italia
Data o periodo Evento Fonte
2019-2024 Calo di 5.197 medici di famiglia, da 42.009 a 36.812 Sky TG24
1° gennaio 2025 Carenza stimata di 5.716 medici di medicina generale In Salute News
24 febbraio 2026 Avvio esame riforma MMG in Commissione Affari sociali Camera Doctor33
17 marzo 2026 Pubblicazione report GIMBE sulla carenza In Salute News
31 dicembre 2026 Scadenza proroga trattenimento medici a 72 anni e riammissioni pensionati Quotidiano Sanità
Entro il 2028 Previsti 8.180 pensionamenti di medici di medicina generale Sky TG24
In sintesi: Il report GIMBE conferma una carenza strutturale di medici di medicina generale: 5.716 posti vacanti, 8.180 pensionamenti in arrivo e un ricambio generazionale insufficiente a colmare il gap entro il 2028.

Per chi ha bisogno di un medico di base oggi, la situazione è concreta: ambulatori saturi, tempi di attesa lunghi e in alcune zone la ricerca di un professionista disponibile che può rivelarsi difficile. Per il legislatore, la sfida è chiara: rendere la professione abbastanza attraente da invertire la tendenza, oppure accettare che nel 2028 la copertura del territorio sarà ancora più fragile.

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La carenza di medici di base in Italia, come emerge da un aggiornato dalla Fondazione GIMBE, supera le 5.700 unità in 18 regioni al 1° gennaio 2025.

Domande frequenti

Chi è il medico di base?

Il medico di base, o medico di medicina generale, è il professionista convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale che rappresenta il primo punto di contatto per la assistenza sanitaria di base. È scelto liberamente da ogni cittadino iscritto al SSN.

Come prenotare un appuntamento con il medico di base online?

La prenotazione online dipende dalla regione e dall’azienda sanitaria locale. Molte ASL offrono portali dedicati o app per la prenotazione di visite e controlli. È possibile prenotare anche telefonicamente, recandosi direttamente in studio o tramite i servizi di prenotazione regionali come Cupweb o equivalenti.

Qual è la differenza tra medico curante e medico di base?

In termini pratici non esiste differenza: i due termini sono sinonimi nel linguaggio comune. Il “medico di base” è l’espressione più diffusa, mentre “medico curante” enfatizza il ruolo di riferimento per il percorso di cura del paziente.

Esiste un’app per il medico di base?

Non esiste un’app nazionale unica. Alcune regioni e aziende sanitarie hanno sviluppato applicazioni proprie per la gestione degli appuntamenti e la ricerca di medici disponibili. Vale la pena verificare i servizi offerti dalla propria ASL di appartenenza.

Come diventare medico di base in Italia?

Per diventare medico di medicina generale è necessario frequentare il corso triennale di formazione in medicina generale, accessibile tramite concorso pubblico. Le borse di studio sono finanziate dal Ministero della Salute e dalle Regioni. Dopo il completamento del corso e l’iscrizione all’Albo, è possibile convenzionarsi con il SSN e aprire uno studio medico.

Quanti pazienti può avere un medico di base?

L’ACN fissa il massimale a 1.500 assistiti per medico di medicina generale, derogabile fino a 1.800 o oltre (fino a 2.000 in provincia di Bolzano). Il rapporto considerato ottimale dal nuovo accordo è di 1 medico ogni 1.200 assistiti.

Cosa succede se manca il medico di base nella zona?

In caso di carenza di medici di base nel proprio territorio, è possibile rivolgersi alla guardia medica per urgenze, cercare un medico disponibile in comuni limitrofi o richiedere assistenza presso i Punti di Assistenza Territoriale delle Case della Comunità. La ASL territorialmente competente può assegnare d’ufficio un medico temporaneo in caso di necessità.