
Energia Rinnovabile Italia: Percentuali e Fonti 2025
L’Italia ha sfondato nel 2024 la soglia del 40% di energia rinnovabile sul fabbisogno elettrico, raggiungendo il 41% — un record che segna un punto di svolta nella transizione energetica del Paese. Nel 2025, però, il settore mostra i primi segnali di frenata: le nuove installazioni calano dell’1% rispetto all’anno precedente.
Percentuale 2024: 41% · Nuova capacità 2025: 7 GW · Fotovoltaico 2025: 6,4 GW · Idroelettrico dominante: oltre un terzo · Crescita 2025: +1%
Panoramica rapida
- 41% copertura fabbisogno 2024 (Gruppo Iren)
- 128 TWh generati dalle FER nel 2024 (Rinnovabili.it)
- 7,2 GW nuova capacità rinnovabile nel 2025 (Rinnovabili.it)
- Rallentamento installazioni nel 2025 (-18% primo semestre) (GREEN Srl)
- Proiezioni dettagliate 2026-2030 oltre PNIEC
- Impatto normativo specifico sul rallentamento 2025
- Dati Enel aggiornati per il 2025
- Tempistiche per raggiungere obiettivi PNIEC 2030
- 2024: record storico 41%
- 2025: rallentamento nuove installazioni
- 2026: incertezza sulla ripresa
- Raggiungere obiettivi PNIEC 2030
- 79 GW fotovoltaico, 28 GW eolico
- Superare la flessione del 2025
I dati chiave sulla penetrazione delle rinnovabili nel sistema elettrico italiano evidenziano una crescita sostenuta nel 2024 seguita da una flessione nel 2025.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Percentuale consumi 2024 | 41% |
| Nuova capacità 2025 | 7,2 GW totali |
| Fotovoltaico 2025 | 6.437 MW |
| Crescita installazioni | Da 7,5 a 7,2 GW |
| TWh generati FER 2024 | 128 TWh |
| Quota FER su produzione netta 2024 | 48,8% |
| Enel Italia rinnovabili 9 mesi 2024 | 73,4% |
| Generazione FER 2025 | 127.978 GWh |
Qual è la percentuale di energia rinnovabile in Italia?
Nel 2024 l’Italia ha segnato un record: le rinnovabili hanno coperto il 41% del fabbisogno energetico nazionale, superando per la prima volta la soglia del 40% (Gruppo Iren). Le fonti energetiche rinnovabili (FER) hanno generato 128 TWh, pari al 48,8% della produzione totale netta elettrica (Rinnovabili.it). La produzione totale netta elettrica nazionale è stata di 264 TWh, in crescita del 2,7% rispetto al 2023.
Dati 2024
Nel 2024 sono stati aggiunti 7,5 GW di nuova potenza fotovoltaica ed eolica, un balzo record per il sistema italiano (Gruppo Iren). L’uso di gas, carbone e petrolio è sceso del 6,2%, un segnale inequivocabile della transizione in corso.
La produzione eolica ha registrato un calo del 5,6% rispetto al 2023, pari a meno 1.305 GWh. Come ha commentato Rinnovabili.it, il calo è dovuto principalmente a una minore producibilità eolica, nonostante l’aumento della potenza installata.
Confronto con anni precedenti
Il trend di crescita è evidente: se nel 2020 le rinnovabili coprivano poco più del 35% del fabbisogno, nel 2024 si è arrivati al 41%, un balzo di quasi sei punti percentuali in quattro anni. Tuttavia, il confronto con il 2025 mostra un rallentamento: le nuove installazioni sono scese da 7,5 GW a 7,2 GW.
Nel primo trimestre 2025 la situazione si è fatta più complessa: le rinnovabili hanno coperto il 33,4% della domanda, contro il 50,2% delle fonti non rinnovabili. La generazione FER nel Q1 2025 è scesa dell’8,3% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Quali sono le energie rinnovabili più utilizzate in Italia?
Tre fonti dominano il panorama delle rinnovabili italiane: l’idroelettrico, il fotovoltaico e l’eolico. Nel 2025 l’idroelettrico ha rappresentato il 32,3% del mix FER, il fotovoltaico il 34,6%, mentre l’eolico ha contribuito con una quota significativa ma più contenuta. Le bioenergie e la geotermia completano il quadro con quote minoritarie ma costanti.
Idroelettrico
L’idroelettrico rimane la fonte rinnovabile più consolidata in Italia, storicamente la prima a essere sfruttata su larga scala. Nel 2025 ha subito una contrazione significativa: la produzione è scesa del 21% a causa della siccità che ha colpito le regioni alpine. In condizioni normali di precipitazioni, l’idroelettrico supera regolarmente un terzo della generazione FER nazionale.
Fotovoltaico
Il fotovoltaico è il motore della crescita recente. Nel 2025 sono entrati in servizio 6.437 MW di nuova capacità solare, con una produzione di 44.290 GWh, in aumento del 25,1% rispetto al 2024 (Rinnovabili.it). Il fotovoltaico copre ora il 34,6% del mix FER, avvicinandosi alla quota dell’idroelettrico.
Le nuove installazioni si concentrano al Sud: la Sicilia ha installato 925 MW nel 2025, seguita dal Lazio con 726 MW e dalla Lombardia con 615 MW. Queste tre regioni assorbono oltre un terzo del totale nazionale.
Eolico
L’eolico ha registrato un 2025 difficile: sono entrati in servizio 608 MW, il che rappresenta un calo dell’11,2% rispetto al 2024. La Puglia si conferma leader con 439 MW di nuova capacità eolica, seguita da Basilicata (59 MW) e Campania (32 MW). La producibilità eolica ha risentito di condizioni meteorologiche sfavorevoli in diverse regioni.
Il fotovoltaico ha prodotto il 25% in più nel 2025 ma le installazioni sono calate del 5,3%. Questo indica che il mercato sta attraversando una fase di consolidamento dopo la corsa degli ultimi anni, non un abbandono della transizione.
Quali energie rinnovabili ci sono in Italia?
In Italia si distinguono sette fonti rinnovabili principali, classificate secondo la normativa nazionale che recepisce la direttiva europea RED II. Oltre all’idroelettrico, fotovoltaico ed eolico, trovano posto la geotermia, le bioenergie (biomasse, biogas e bioliquidi), l’energia dal mare e quella solare termica. Ciascuna presenta caratteristiche specifiche in termini di maturità tecnologica, costi e potenziale di espansione.
Tipologie principali
Le cinque tecnologie con il maggiore impatto attuale sono l’idroelettrico (la più matura e affidabile), il fotovoltaico (la più dinamica), l’eolico (ad alto potenziale regionale), la geotermia (tipica dell’Italia centrale, in particolare della Toscana) e le bioenergie (spesso utilizzate come fonte complementare nelle ex-centrali a gas).
Nel 2025 la generazione FER totale è stata di 127.978 GWh, pari al 47,7% della produzione netta totale e al 41,1% della domanda elettrica nazionale di 311.324 GWh (Rinnovabili.it).
Vantaggi
Ogni fonte presenta vantaggi specifici: l’idroelettrico offre stoccaggio naturale attraverso le dighe, il fotovoltaico ha costi di esercizio bassissimi una volta ammortizzato l’impianto, l’eolico sfrutta una risorsa abbondante in diverse regioni, la geotermia fornisce energia continua 24 ore su 24 indipendentemente dalle condizioni meteorologiche, e le bioenergie possono utilizzare sottoprodotti agricoli e industriali.
Chi produce energia rinnovabile in Italia?
Il panorama produttivo italiano vede Enel come leader indiscusso, ma accanto al colosso elettrico operano decine di operatori di dimensioni più contenute. Il mercato è frammentato ma in rapida evoluzione, con nuovi ingressi da parte di fondi infrastrutturali e investitori istituzionali alla ricerca di asset sostenibili.
Principali aziende
Enel domina il settore con una quota di rinnovabili che nei primi nove mesi del 2024 ha raggiunto il 73,4% della propria produzione in Italia, in crescita del 19,8% rispetto allo stesso periodo del 2023 (Greenreport). A livello globale, Enel ha una capacità rinnovabile di 64,6 GW e genera l’82% della propria energia con fonti zero emissioni.
Nel primo trimestre 2024, Enel Italia ha registrato un aumento del 34,1% dell’energia da rinnovabili rispetto al Q1 2023 (Energia Italia). Il Gruppo ha installato 7,5 GW di nuova capacità solare in Italia nel solo 2024, un risultato senza precedenti.
Enel Group
Enel rappresenta l’attore chiave della transizione energetica italiana. Il Gruppo ha accelerato gli investimenti nel fotovoltaico e nell’eolico, con particolare attenzione al mercato domestico. Gli altri grandi operatori come Edison, ERG e Eni hanno anch’essi programmi di sviluppo rinnovabili, ma con quote di mercato significativamente inferiori. Per gli operatori del settore, Enel definisce standard e aspettative del mercato.
Enel ha dimostrato di poter aumentare la propria quota rinnovabile del 34% in un solo anno. Per chi valuta opportunità nel settore, questo indica che il potenziale di crescita esiste, ma richiede capitali significativi e partnership strategiche.
Qual è la migliore fonte di energia rinnovabile?
Non esiste una risposta universale: dipende dal contesto, dagli obiettivi e dalle condizioni locali. L’idroelettrico offre la migliore prevedibilità, il fotovoltaico i costi più competitivi nel lungo periodo, l’eolico il maggiore potenziale di espansione regionale. La scelta ottimale varia caso per caso.
Criteri di valutazione
Per valutare quale fonte sia “migliore” occorre considerare almeno quattro parametri: costi di installazione e tempo di ritorno dell’investimento, producibilità media e affidabilità della risorsa, impatto ambientale e sul paesaggio, compatibilità con le infrastrutture di rete esistenti. Ogni fonte presenta un diverso equilibrio tra questi fattori.
Il PNIEC 2030 fissa obiettivi ambiziosi: portare il fotovoltaico da 40 GW a 79 GW e l’eolico da 13 GW a 28 GW (GREEN Srl). Per raggiungere questi traguardi, sarà necessario accelerare le installazioni e risolvere le criticità autorizzative e di connessione alla rete.
Contesto italiano
In Italia l’idroelettrico resta la fonte più consolidata e rappresenta ancora oltre il 30% del mix rinnovabile. Tuttavia, la sua crescita è limitata dalla disponibilità di siti idonei. Il fotovoltaico sta rapidamente colmando il divario: nel 2025 ha raggiunto il 34,6% del mix FER, quasi alla pari con l’idroelettrico.
Per chi progetta nuovi impianti, il fotovoltaico offre oggi le condizioni economiche più favorevoli, con costi di installazione scesi sotto i 1.000 euro per kW per impianti utility-scale. Per chi invece valuta l’affidabilità della produzione, l’idroelettrico con pompaggio mantiene un vantaggio insostituibile nella gestione della rete.
Per un investitore che cerca un equilibrio tra resa e certezza, l’idroelettrico esistente resta il riferimento. Per chi invece punta a massimizzare la crescita nel breve termine, il fotovoltaico offre tempi di realizzazione più rapidi e costi più bassi, a condizione di disporre di aree idonee.
Timeline: rinnovabili in Italia dal 2024 al 2026
- : Record storico con il 41% di copertura del fabbisogno. Aggiunti 7,5 GW di nuova potenza (Gruppo Iren)
- : Enel Italia +34,1% rinnovabili vs Q1 2023 (Energia Italia)
- : Enel Italia 73,4% mix rinnovabili (Greenreport)
- : Flessione del 18% nelle installazioni rinnovabili (GREEN Srl)
- : Produzione FER in calo del 4,2% vs novembre 2024 (Terna)
- : 7,2 GW nuova capacità rinnovabile, di cui 6.437 MW fotovoltaico (Rinnovabili.it)
Cosa sappiamo con certezza e cosa resta incerto
Confermato
- 41% copertura rinnovabili nel 2024 (dato verificato da più fonti indipendenti)
- 7,2 GW nuova capacità rinnovabile nel 2025 (Rinnovabili.it)
- Rallentamento installazioni nel 2025 (-18% primo semestre vs 2024) (GREEN Srl)
- Enel Italia 73,4% rinnovabili nei primi 9 mesi 2024 (Greenreport)
Incerto
- Proiezioni dettagliate per il 2026 e oltre
- Impatto esatto delle riforme normative sulle installazioni
- Dati disaggregati per bioenergie e idroelettrico 2025
- Tempistiche per raggiungere obiettivi PNIEC 2030
Prospettive dal settore
“Il calo (-1.305 GWh) è il risultato combinato dell’aumento di potenza installata (+1.073 GWh) e della minore producibilità (-2.378 GWh).”
— Rinnovabili.it (media specializzato)
“Una sfida che richiederà il contributo di tutti i segmenti di mercato.”
— GREEN Srl (azienda di consulenza energetica)
Per gli operatori del settore e i decision maker, il messaggio è chiaro: il record del 2024 non è un punto di arrivo ma un trampolino. L’Italia ha dimostrato di poter crescere, ma il rallentamento del 2025 segnala che senza interventi strutturali su autorizzazioni, reti e incentivi, mantenere il passo verso il PNIEC 2030 sarà difficile. Chi investe oggi nel fotovoltaico italiano lo fa sapendo che le condizioni economiche restano competitive, ma che i tempi autorizzativi restano il principale ostacolo.
Letture correlate: Fotovoltaico Italia incentivi · Eolico Italia capacità
modofluido.hydac.it, enel.it, camera.it, enelfoundation.org, grittienergia.it
Nel 2024 le rinnovabili hanno raggiunto il 41,2% del fabbisogno elettrico nazionale, come dettagliato approfondimento percentuali 2024, con idroelettrico e fotovoltaico in testa.
Domande frequenti
Qual è l’utilizzo dell’energia rinnovabile in Italia?
Nel 2024 le rinnovabili hanno coperto il 41% del fabbisogno energetico italiano, pari a 128 TWh generati. Nel 2025 la quota è scesa leggermente al 41,1% della domanda elettrica, con una generazione FER di 127.978 GWh su una domanda totale di 311.324 GWh.
Quali sono le 7 energie rinnovabili?
Le sette fonti rinnovabili riconosciute in Italia sono: idroelettrico, fotovoltaico, eolico, geotermico, bioenergie (biomasse, biogas, bioliquidi), energia dal mare e solare termico. Le prime cinque hanno un impatto significativo sulla produzione elettrica nazionale.
Quanto coprono le rinnovabili in Italia?
Nel 2024 le rinnovabili hanno coperto il 41% del fabbisogno nazionale. Nel 2025 la quota è scesa al 41,1% della domanda elettrica, con 127.978 GWh generati su 311.324 GWh totali.
Qual è la percentuale di energia rinnovabile in Europa?
Nel 2024 l’Italia ha superato la media europea per la quota di rinnovabili nel mix elettrico, attestandosi al 41%. La media UE è intorno al 35-38%, con Paesi come Germania, Spagna e Svezia che hanno quote più elevate grazie a politiche di sostegno più datate.
Quali sono le energie non rinnovabili?
Le principali fonti non rinnovabili sono: gas naturale, petrolio (oltre 80% per i trasporti), carbone, uranio (per il nucleare). In Italia il nucleare è spento dal referendum del 1987, ma il gas naturale resta la principale fonte non rinnovabile per la produzione elettrica.
Come si produce energia elettrica in Italia per fonte?
Nel 2025 la produzione elettrica italiana si divide tra FER (47,7% della produzione netta) e fonti tradizionali. Il fotovoltaico rappresenta il 34,6% del mix FER, l’idroelettrico il 32,3%, l’eolico circa il 15%, e le bioenergie la restante parte.